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La residenza fittizia da diritto a conquista: il percorso ad ostacoli di un migrante

L’Associazione Cittadini del Mondo, che opera da 10 anni sul territorio del Comune di Roma gestendo uno sportello sociale ed un presidio socio-sanitario anche dentro lo stabile occupato di “Palazzo Selam” ad Anagnina, rileva il notevole incremento di cittadini migranti che giungono presso i suoi servizi con un problema di residenza. Segnaliamo che sono moltissimi i cittadini stranieri, in particolar modo titolari di un permesso di soggiorno per protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria), che hanno necessità di avere una residenza fittizia poiché non hanno una casa (temporaneamente ospiti dei centri d’accoglienza o senza fissa dimora per strada) oppure non possono prendere la residenza nel luogo in cui abitano (situazioni di sub-affitti al nero, ospitalità informale, stabili occupati).
La situazione risulta particolarmente grave per le famiglie con minori che alloggiano nelle occupazioni dove i genitori hanno preso la residenza prima dell’emanazione del “Decreto Lupi”: questi bambini (eccetto i neonati) alla luce dell’attuale normativa non possono più prendere la residenza presso i genitori costringendo l’intero nucleo familiare a prendere una residenza fittizia, con lunghi tempi d’attesa e determinando l’interruzione dei rapporti esistenti e spesso faticosamente costruiti con i servizi sociali e sanitari territoriali.
Ricordiamo che a Roma, la gran parte delle residenze fittizie sono rilasciate dal Centro Astalli (per i rifugiati), dalla Casa dei Diritti Sociali Focus, dalla Comunità di S. Egidio e dalla Caritas ma per richiedere la residenza vi è una lista d’attesa di oltre 1 mese che in molti casi supera i 2 mesi. In questo lasso di tempo questi bambini ancora privi di residenza hanno problemi per l’iscrizione all’asilo o alla scuola materna ed in generale per l’utilizzo dei servizi sociali e sanitari. Inoltre vi sono stati vari problemi legati alla procedura indicata dal Comune di Roma per il rilascio delle residenze da parte di questi organismi che per alcuni mesi non ne hanno più rilasciate in attesa di chiarimenti.
La residenza è anche un requisito fondamentale per il rinnovo del permesso di soggiorno e tutte queste difficoltà nell’acquisirla aumentano il rischio di scivolamento nell’irregolarità.
Ai cittadini migranti, costretti ad un pellegrinaggio sfiancante tra queste organizzazioni, la residenza sembra essere un’elargizione discrezionale, quando costituisce un diritto fondamentale. E l’iscrizione alla scuola materna, all’asilo nido, la presa in carico da parte dei servizi sociali l’accesso alla medicina di base e territoriale diventano una chimera. Ciò anche in considerazione del fatto che la residenza fittizia “istituzionale” rilasciata dai Municipi, Via Modesta Valenti, è per larga parte non utilizzata visti i requisiti stringenti e la tortuosa procedura per il suo ottenimento. Migliaia di persone e famiglie residenti negli stabili occupati non riescono a prendere la residenza fittizia “istituzionale” rilasciata dal Municipio del loro territorio ma devono spostarsi nel Municipio I dove sono ubicate tutte queste organizzazioni di volontariato. Salta il principio di prossimità e tali cittadini si trovano a dover attraversare Roma per accedere al welfare più essenziale.

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