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Tutela del diritto alla residenza e all’accesso ai servizi per i titolari di protezione internazionale

Il progetto è stato realizzato da maggio a dicembre 2018 grazie al contributo economico di Roma Capitale – Dipartimento Politiche Sociali. che ne ha finanziato quasi interamente le attività. L’implementazione del progetto ha consentito ad operatori e volontari dell’Associazione Cittadini del Mondo di effettuare un’efficace mappatura degli utenti dello sportello socio-sanitario, al fine di orientare ed indirizzare i beneficiari verso le procedure di iscrizione anagrafica a Via Modesta Valenti e verso l’accesso ai servizi territoriali. Tale attività era già stata avviata dagli operatori dell’Associazione nell’anno precedente all’avvio del progetto, in seguito alla delibera comunale che annullava le precedenti residenze virtuali. In questa fase sono stati informati ed indirizzati tutti coloro che risultavano avere valida iscrizione anagrafica presso le associazioni di privato sociale autorizzate a rilasciare residenza virtuale prima dell’istituzione di Via Modesta Valenti. Tali utenti hanno avuto così la possibilità di ottenere il cambio residenza accedendo direttamente agli uffici anagrafici. Per garantire l’accesso a tutti gli altri utenti, per i quali la delibera prevede un passaggio obbligatorio al segretariato sociale, è stata concordata con i referenti municipali una procedura che ha previsto la condivisione dell’elenco dei nominativi degli abitanti di Palazzo Selam richiedenti iscrizione anagrafica virtuale a Via Modesta Valenti. In tal modo, da un lato è stata garantita la chiarezza sulla procedura, dall’altro è stato evitato un intasamento dei servizi. Il lavoro è proseguito e si è intensificato con l’avvio del progetto.
Dall’avvio del progetto gli operatori e i volontari dell’Associazione Cittadini del Mondo hanno effettuato una mappatura degli abitanti di Palazzo Selam, registrando in totale 305 accessi, di cui: 239 allo sportello socio-sanitario, che si è svolto ogni giovedì sera all’interno di Palazzo Selam; 66 allo sportello sociale, che si è svolto ogni mercoledì e sabato mattina nei locali della Biblioteca Interculturale. Oltre il 40% delle richieste al momento dell’accesso sono state relative alla residenza e all’iscrizione al sistema sanitario. Inoltre, in fase di monitoraggio sono stati rilevati i seguenti risultati:

  • 67 utenti hanno ottenuto l’iscrizione anagrafica all’indirizzo virtuale Via Modesta Valenti;
  • 51 utenti hanno effettuato l’iscrizione al Sistema Sanitario Nazionale;
  • 5 minori hanno effettuato l’accesso e sono stati presi in carico dal TSMREE territoriale;
  • 6 madri hanno ricevuto supporto nella richiesta di tariffa agevolata per la mensa scolastica.
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La residenza fittizia da diritto a conquista: il percorso ad ostacoli di un migrante

L’Associazione Cittadini del Mondo, che opera da 10 anni sul territorio del Comune di Roma gestendo uno sportello sociale ed un presidio socio-sanitario anche dentro lo stabile occupato di “Palazzo Selam” ad Anagnina, rileva il notevole incremento di cittadini migranti che giungono presso i suoi servizi con un problema di residenza. Segnaliamo che sono moltissimi i cittadini stranieri, in particolar modo titolari di un permesso di soggiorno per protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria), che hanno necessità di avere una residenza fittizia poiché non hanno una casa (temporaneamente ospiti dei centri d’accoglienza o senza fissa dimora per strada) oppure non possono prendere la residenza nel luogo in cui abitano (situazioni di sub-affitti al nero, ospitalità informale, stabili occupati).
La situazione risulta particolarmente grave per le famiglie con minori che alloggiano nelle occupazioni dove i genitori hanno preso la residenza prima dell’emanazione del “Decreto Lupi”: questi bambini (eccetto i neonati) alla luce dell’attuale normativa non possono più prendere la residenza presso i genitori costringendo l’intero nucleo familiare a prendere una residenza fittizia, con lunghi tempi d’attesa e determinando l’interruzione dei rapporti esistenti e spesso faticosamente costruiti con i servizi sociali e sanitari territoriali.
Ricordiamo che a Roma, la gran parte delle residenze fittizie sono rilasciate dal Centro Astalli (per i rifugiati), dalla Casa dei Diritti Sociali Focus, dalla Comunità di S. Egidio e dalla Caritas ma per richiedere la residenza vi è una lista d’attesa di oltre 1 mese che in molti casi supera i 2 mesi. In questo lasso di tempo questi bambini ancora privi di residenza hanno problemi per l’iscrizione all’asilo o alla scuola materna ed in generale per l’utilizzo dei servizi sociali e sanitari. Inoltre vi sono stati vari problemi legati alla procedura indicata dal Comune di Roma per il rilascio delle residenze da parte di questi organismi che per alcuni mesi non ne hanno più rilasciate in attesa di chiarimenti.
La residenza è anche un requisito fondamentale per il rinnovo del permesso di soggiorno e tutte queste difficoltà nell’acquisirla aumentano il rischio di scivolamento nell’irregolarità.
Ai cittadini migranti, costretti ad un pellegrinaggio sfiancante tra queste organizzazioni, la residenza sembra essere un’elargizione discrezionale, quando costituisce un diritto fondamentale. E l’iscrizione alla scuola materna, all’asilo nido, la presa in carico da parte dei servizi sociali l’accesso alla medicina di base e territoriale diventano una chimera. Ciò anche in considerazione del fatto che la residenza fittizia “istituzionale” rilasciata dai Municipi, Via Modesta Valenti, è per larga parte non utilizzata visti i requisiti stringenti e la tortuosa procedura per il suo ottenimento. Migliaia di persone e famiglie residenti negli stabili occupati non riescono a prendere la residenza fittizia “istituzionale” rilasciata dal Municipio del loro territorio ma devono spostarsi nel Municipio I dove sono ubicate tutte queste organizzazioni di volontariato. Salta il principio di prossimità e tali cittadini si trovano a dover attraversare Roma per accedere al welfare più essenziale.

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