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Il Partigiano Nero: storia di Giorgio Marincola

In occasione della festa della Liberazione, sabato 25 aprile, con una diretta sulla pagina Facebook della Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo, abbiamo raccontato la storia di Giorgio Marincola, il Partigiano Nero.
Hanno partecipato: Lorenzo Teodonio (autore del libro “Razza partigiana: Storia di Giorgio Marincola”) e Antar Marincola.

Giorgio Marincola nacque il 23 settembre 1923 a Mahaddei Uen, un presidio militare italiano a 50 chilometri da Mogadiscio da un sottufficiale italiano, Giuseppe Marincola (Pizzo Calabro, 1891-Roma 1956) ed Aschirò Hassan, una donna somala nata nel 1901 ad Harardere, cittadina a 400 km a nord-est di Mogadiscio. Due anni dopo, nel settembre 1925, nacque nella capitale somala la sorella Isabella. Giuseppe Marincola riconobbe i due bambini, dando così loro la cittadinanza italiana. Questo a differenza dei tanti figli nati in colonia dall’unione tra soldati italiani e donne africane. Nel 1926 Giuseppe Marincola portò i due bambini in Italia. Affidò Giorgio al fratello Carmelo ed a sua moglie, Eleonora Calcaterra, a Pizzo Calabro, e portò Isabella con sé a Roma, nel quartiere popolare di Casal Bertone, dove si era stabilito con la moglie Elvira Floris, sorella di un suo commilitone, sposata nel giungo del ’26. Giuseppe avrà nel ’28 e nel ’29 due figli da Elvira, Rita ed Ivan. Fino al 1933 Giorgio visse a Pizzo Calabro, in un ambiente molto diverso da quello strutturato della Roma capitale del Regno ed epicentro della retorica propagandistica fascista. Un contesto, quello pizzitano, di affetto, libertà ed accoglienza per Giorgio, stando alle memorie familiari. Si trasferì a Roma per iniziare a frequentare il ginnasio (ossia le scuole medie) presso il liceo-ginnasio Umberto I, nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore, non lontano dalla stazione Termini. Qualche anno più tardi, nel 1938, conobbe Pilo Albertelli (Parma, 1907-Roma, 1944), suo insegnante di storia e filosofia, filosofo idealista, antifascista noto alla polizia (era stato arrestato nel 1928 e di lì sottoposto a sorveglianza). Ad Albertelli è stato riconosciuto il ruolo di educatore al dissenso di molti antifascisti e partigiani romani che lo avevano incontrato. Fu esponente del movimento liberal-socialista di Calogero e Capitini, partigiano nelle file del Partito d’azione a Roma, dove morì nel 1944, ucciso nella strage delle Fosse Ardeatine. Albertelli educò Giorgio alla critica, al dubbio, al dissenso, alla giustizia sociale ed alla libertà. La maturazione dell’antifascismo in Giorgio appare essere stata un percorso culturale e formativo, da lui lasciato in pagine di appunti rimasti conservati nella casa di Casal Bertone. Nel 1943 Giorgio, studente di medicina, assieme ai suoi amici e compagni di classe Caio Cefaro e Corrado Giove entrò nelle formazioni armate del Partito d’azione, partecipando alla Resistenza romana. Tra il febbraio ed il maggio 1944 venne trasferito dal comando militare del partito nella provincia di Viterbo, aggregato, insieme ad alcuni compagni di partito, ad una banda partigiana formata da soldati sbandati. All’indomani della liberazione di Roma (4 giugno 1944) Giorgio prese la decisione di continuare la Resistenza, arruolandosi, attraverso esponenti del Pd’a, nelle file dell’intelligence militare britannica, lo Special Operations Executive. Dopo un breve corso di addestramento in Puglia, nell’agosto 1944 fu aviolanciato in Piemonte nella zona di Biella come membro di una missione alleata, la missione Bamon, con compiti di guerriglia, collegamento e addestramento. Nel gennaio 1945, dopo numerosi attacchi nel Biellese e missioni di collegamento con il Comitato di liberazione nazionale Alta Italia (Clnai), venne arrestato durante un rastrellamento, condotto al carcere di Biella e costretto a parlare ai microfoni di Radio Baita, una radio di disinformazione tedesca. Durante la trasmissione, invece di leggere il copione sottopostogli, riaffermò la sua convinzione nella libertà e fu conseguentemente pestato dai suoi carcerieri. Nel marzo venne deportato al Polizeilicher Durchganglager di Bolzano, uno dei diversi campi di concentramento nazisti nella penisola, dopo essere passato per le carceri di Torino e (probabilmente) Milano. Il lager venne liberato il 30 aprile 1945, quando le ostilità erano cessate in gran parte dell’Italia e Giorgio, invece che riparare in Svizzera (come per altro gli era ordinato dal comando della missione) preferì unirsi ad una banda partigiana della Val di Fiemme. Il 4 maggio del 1945 un’autocolonna di SS in ritirata, dopo uno scontro a fuoco attaccò i villaggi di Stramentizzo e Molina di Fiemme, dandoli alle fiamme ed uccidendo rispettivamente 21 e 6 persone. Tra i 21 di Stramentizzo i partigiani erano undici. Uno di loro era Giorgio Marincola.

La biografia di Giorgio Marincola è tratta dal sito di Razza Partigiana.

Insieme sotto le stelle

Dopo un anno passato insieme, ci salutiamo con due serate alla Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo all’insegna della spensieratezza e della poesia:

Giovedì 4 luglio – Burraco. Una partita a carte fra gli amici;

Venerdì 5 luglio – Simposio letterario. Poesie al chiaro di luna (la parola chiave è “amore”).

In entrambe le serate faremo un aperitivo insieme. Se volete, potete contribuire portando qualcosa da bere o da mangiare.

Ci vediamo in Biblioteca!

Q44 – Presentazione libro “Linee resistenti di Iliano Caprari”

Giovedì 11 Aprile alle 18 presso la Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo, nell’ambito di “Q44 75° Anniversario del rastrellamento del Quadraro”, ospiteremo due eventi:

  • Lo short reading “OPERAZIONE BALENA – Il rastrellamento del Quadraro” di Margine Operativo. Ideazione Alessandra Ferraro e Pako Graziani – con Tiziano Panici.
  • la presentazione le libro “Linee resistenti” di Iliano Caprari, L’Asino d’oro edizioni. Interverranno: Paolo Guerra, Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo, Agostino Bistarelli, storico autore della post-fazione, Walter De Cesaris, autore de libro La Borgata Ribelle, Letture di Daniele Miglio, attore. Modera: Maria Anna Tomassini, QuadraCoro.

È l’alba del 17 aprile 1944, al Quadraro, storico quartiere di Roma, i nazisti deportano più di 700 uomini “validi” e li costringono a lavorare come schiavi in Austria, Germania e Polonia.
Tra i rastrellati non ci sono gli eroici leader della Resistenza romana, non ci sono intellettuali. I nazisti si portano via persone comuni – i manovali immigrati, i muratori, i piccolissimi negozianti –, gli uomini del quartiere. Tra questi Iliano, che decide di lasciare una testimonianza di quei giorni, un diario.
Le sue pagine ci raccontano la quotidiana lotta per sopravvivere di quei corpi usati fino allo sfinimento, la feroce umiliazione e la disumana sofferenza.
E se la continua e devastante fame, il freddo pervasivo, la mancanza di ogni protezione e accoglienza nel senso sia fisico che psichico mirano alla morte e al non essere, la scrittura del diario propone esistenza e presenza. Quelle linee vergate su materiale di fortuna resistono, sono l’affermazione della propria capacità di pensiero quando intento della situazione è annientare, far impazzire. Il diario diventa così documentazione in diretta degli avvenimenti ma soprattutto atto di resistenza a essi.
Persiste la dignità di un uomo che sente e che vive i pochi rapporti personali ancora possibili; che ricorda gli affetti e la vita vissuta prima e reagisce con residui moti di indignazione al disumano. La riduzione dell’esistenza di Iliano e dei suoi compagni a “oggetti’” non riesce. Iliano resiste, resiste alla fame, al freddo, alla violenza, conservando dentro il calore dell’umanità.

Torneo di Burraco in Biblioteca

Sabato 6 Aprile a partire dalle ore 15:00 alla Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo ci sarà il torneo di Burraco. La quota di iscrizione è di 10 € e i premi in palio saranno i libri.

Il ricavato dell’iniziativa sarà utilizzato per sostenere i lavori di risistemazione del giardino della Biblioteca. Per info e iscrizioni potete chiamare il numero +39 0631057259 o inviare una email a biblioteca@associazionecittadinidelmondo.it.

Termine iscrizione: giovedì 4 aprile.

Vi aspettiamo!

Una Biblioteca tutta nuova… un anno dopo

Il 2 dicembre 2017 abbiamo inaugurato i nuovi spazi della Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo e sabato 1 Dicembre vogliamo festeggiare con voi.

Programma dell’evento:

  • ore 16.00: “La Biblioteca Vivente. Non giudicare un libro dalla sua copertina“. Per un giorno, i nostri libri saranno persone pronte a raccontare la loro storia. Per leggerli non serve sfogliare pagine, ma sedersi ad ascoltare e dialogare. Conoscere è il primo passo per rompere stereotipi e diffidenze!
  • ore 20.00: la “Cena Multietnica” con i piatti preparati dagli allievi della nostra scuola di italiano.

 

Q44 Il nido di vespe – di Marco Santi

Q44 Il nido di vespe” è una mostra fotografica che rievoca il rastrellamento del Quadraro, uno dei centri più attivi e organizzati della Resistenza romana. Quasi mille uomini prelevati e deportati nei campi di concentramento in Germania e in Polonia.
Dopo più di 70 anni da quel 17 aprile del ’44, la memoria nel quartiere è ancora viva. Chi sa, ricorda.
Per chi abita al di fuori, l’episodio è invece rimasto un avvenimento pressoché sconosciuto.
Attraverso fotografie ed interviste, i luoghi e le voci dei diretti protagonisti di quell’episodio diventano testimonianze preziose affinché questa storia non venga dimenticata.

Progetto, fotografie ed interviste di Marco Santi
A cura di Claudia Pecoraro

Inaugurazione sabato 14 aprile ore 10.00-19.00, nell’ambito della manifestazione “Q44 – Festival della Memoria e della Resistenza al Quadraro 2018”.