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Prefazione di Nils Muiznieks al Secondo Rapporto “Palazzo Selam: la città invisibile”

In occasione di una visita in Italia come Commissario del Consiglio Europeo per i Diritti Umani, insieme al mio team ho visitato Selam Palace all’inizio di giugno 2012. Ho appreso che Selam Palace rappresenta “Il Palazzo della vergogna”, un ammonimento per il governo italiano a fronteggiare le molteplici criticità legate all’emergenza e alla persistenza di occupazioni di rifugiati come questa. Selam è un edificio universitario abbandonato nella periferia di Roma, che è diventato una casa per oltre 800 persone, prevalentemente titolari di protezione internazionale.

È stato il primo palazzo occupato che ho visitato durante il mio mandato di 6 anni. Sfortunatamente, ho scoperto tanti altri posti simili in diverse città europee, posti disperati con condizioni sanitarie terribili, abitati da persone che hanno vissuto traumi, malattie, fame e guerra, ma che hanno lottato ogni giorno per difendere la propria dignità e che sopra ogni cosa vogliono ricominciare una nuova vita per se stessi e per le proprie famiglie.

In Italia, così come in molti paesi europei, i nuovi arrivati sono ostacolati in questo proposito dall’assenza di supporto da parte delle istituzioni locali e nazionali che non hanno ancora messo in atto adeguate politiche d’integrazione. Molte delle persone che ho incontrato a Selam Palace mi hanno mostrato i documenti rilasciati dal governo italiano che attestavano il loro status di rifugiati politici o titolari di protezione sussidiaria. In altre parole, sono legalmente residenti perché il governo ha riconosciuto la loro necessità di protezione. Tuttavia, per molti, questo è stato tutto l’aiuto ricevuto; altrimenti sarebbero stati completamente abbandonati a loro stessi.

Fortunatamente, ci sono italiani che vogliono aiutare. E un importante aiuto agli abitanti di Selam Palace è dato dall’Associazione Cittadini del Mondo, presieduta dalla Dottoressa Donatella D’Angelo, che fornisce da molti anni assistenza sanitaria e altre forme di supporto all’interno del Palazzo. Gli attivisti di Cittadini del Mondo rappresentano ciò che di meglio possa offrire l’Italia: ospitalità, generosità nel rispondere ai bisogni, determinazione nell’aiutare le persone fragili e vulnerabili che sono sbarcate sulle coste italiane in un numero crescente negli ultimi anni. Sebbene singoli attivisti e organizzazioni non governative possano contribuire ad alleviare le sofferenza, non possono compensare del tutto l’assenza di politiche coordinate di lungo termine.

Posti come Selam Palace non dovrebbero esistere. Idealmente, ogni paese europeo dovrebbe avere delle adeguate politiche di integrazione di lungo termine che aiutino i rifugiati e gli altri titolari di protezione internazionale a costruirsi una nuova vita nei loro nuovi paesi ospitanti. Il riconoscimento di uno status definitivo è solo una piccola parte delle politiche d’integrazione. | nuovi arrivati non dovrebbero cercare sistemazione nelle strade o in edifici abbandonati, ma dovrebbero prima di tutto essere accolti in centri preposti a tale scopo, potendo poi contare su assegnazione di case popolari e altre forme di alloggi agevolati, prima di essere in gradi di provvedere con i propri mezzi a una sistemazione regolare. Ma sopravvivere pagando un affitto richiede dei mezzi di sostentamento. Ciò implica che i titolari di protezione internazionale ricevano assistenza sociale e un canale di accesso rapido al mercato del lavoro, anche attraverso forme di apprendistato. Per molti, un requisito fondamentale per trovale lavoro è lo studio della lingua italiana e altre tipologie di formazione, che potrebbero aprire le porte a una partecipazione più completa, su base paritaria, alla vita sociale, economica e politica. Molti abitanti di Selam Palace sono arrivati in Italia da soli, lasciando le loro famiglie nei paesi d’origine, spesso in situazioni di pericolo. Politiche di integrazione di lungo periodo vedrebbero i benefici prodotti dall’agevolazione dei ricongiungimenti familiari, poiché è difficile integrarsi se si è costantemente preoccupati del destino dei propri cari.

Il mio incontro con gli abitanti di Selam Palace non è stato semplice, perché avevano visto molte altre personalità di alto livello andare e venire, e la loro tolleranza per i discorsi fini a se stessi era notevolmente diminuita. Gli ho detto che non avrei fatto false promesse, ma che avrei sollevato il problema della loro condizione di fronte alle autorità italiane e avrei cercato di attirare l’attenzione dei media rispetto alla loro condizione critica. Dopo la mia visita, ho parlato dell’esperienza a Selam Palace con i media italiani e internazionali, e alcuni giornalisti hanno continuato a mostrare interesse verso il Palazzo. Ho sentito la necessità di affrontare il problema di Selam Palace in un report sull’Italia e nella pianificazione di attività di follow-up. Ma da quello che Cittadini del Mondo mi ha raccontato, la situazione è rimasta praticamente invariata negli ultimi sei anni.

Con questa breve introduzione, voglio cercare di mantenere la promessa fatta agli abitanti di Selam Palace di continuare a ricordare al mondo la loro esistenza. Saluto Cittadini del Mondo e in particolare la Dottoressa D’Angelo per il loro inestimabile lavoro e mi auguro di cuore che un giorno si renderà meno necessario perché le istituzioni nazionali e locali si assumeranno le proprie responsabilità e i residenti riusciranno a costruirsi una nuova vita serena.

Nils Muiznieks

Consiglio Europeo – Commissione per i Diritti Umani, Aprile 2012-Marzo 2018

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