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Chiusura Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo

In linea con le misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19, a partire da giovedì 5 novembre, la Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo resterà chiusa al pubblico, come stabilito dall’art. 1 c. 9 lettera r del Dpcm del 3 novembre 2020: “sono sospesi le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”.

Ma le attività della Biblioteca proseguiranno online, presto ci saranno aggiornamenti.

Riapertura sala studio della Biblioteca

Lunedì 21 settembre riapre la sala studio della Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo.

Uno spazio pensato per chi cerca un luogo tranquillo, riscaldato e attrezzato, con connessione wi-fi e prese elettriche, dove poter leggere e studiare.

La sala è accessibile nei consueti orari di apertura della Biblioteca:

lunedì e martedì dalle 14:00 alle 18:30;
mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10:00 alle 18:30.

L’apertura, contingentata e su prenotazione, si svolgerà nel pieno rispetto dei principi di sicurezza e delle norme previste per il contenimento del contagio da virus Covid-19 (Dpcm 24 Ottobre 2020, art. 1 lettera r). All’ingresso verrà misurata la temperatura.

La postazione si prenota chiamando (negli orari di apertura della Biblioteca) il numero 0631057259 oppure inviando un messaggio sulla pagina facebook https://www.facebook.com/bibliotecacittadinidelmondo/

Si raccomanda di disdire la prenotazione se la postazione non è più necessaria.

Gli utenti all’interno della Biblioteca devono rispettare le seguenti norme di comportamento:
– indossare la mascherina;
– disinfettare le mani con il gel;
– rispettare la distanza di sicurezza;
– seguire le indicazioni del personale della Biblioteca.

Mostra fotografica “Storie di Quartiere”

Mercoledì 16 settembre alle 18.00 alla Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo ci sarà l’inaugurazione della mostra fotografica “Storie di Quartiere” curata da Marciapiedi Street Photography Expo.

Lo spazio è un dubbio: devo continuamente individuarlo, designarlo. Non è mai mio, mai mi viene dato, devo conquistarlo. I miei spazi sono fragili: il tempo li consumerà, li distruggerà: niente somiglierà più a quel che era“.
George Perec

“Storie di Quartiere” è un racconto corale che cerca attraverso la fotografia di trattenere degli istanti di una quotidianità trasformata da un evento eccezionale. È una ricerca fotografica sviluppata dal collettivo Marciapiedi Street Photography Expo durante i primi mesi della pandemia causata dal Covid-19 focalizzandosi sulla realtà dei quartieri Quadraro, Don Bosco, Cinecittà, nella zona est di Roma.
Lo spirito resistente del quartiere ha guidato lo sviluppo di questa mostra, il cui progetto era stato pensato inizialmente dalla Biblioteca Cittadini del Mondo come una delle iniziative di Q44 in occasione dell’anniversario del rastrellamento nazifascista del 17 aprile del 1944.
La narrazione fotografica della mostra ritrova questa identità resistente attraverso diverse prospettive: dalla documentazione delle iniziative solidali attivate dalle realtà associative territoriali, alla raccolta di immagini più intime e peculiari dei luoghi e dei rituali dell’ordinario.
Protagonista di queste fotografie è diventata inevitabilmente la riflessione sullo spazio. Esso è stato indagato, come da Perec, nelle sue multiple accezioni di spazio corporeo, gestuale, relazionale, domestico, comune, pubblico riversate nello spazio stesso del racconto circoscritto dai margini dell’inquadratura.

L’ingresso è gratuito.

 

Video inaugurazione mostra.

E’ possibile visitare la mostra fino al 16 ottobre.

Il progetto è finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo nell’ambito del Piano “Cultura Futuro Urbano.

Nel rispetto della normativa per il contenimento del COVID-19, è necessario rispettare le seguenti norme di comportamento in Biblioteca:
– indossare la mascherina;
– disinfettare le mani con il gel all’ingresso;
– rispettare la distanza di sicurezza;
– seguire le indicazioni del personale.

Si riparte!

Oggi riapre la Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo, nei consueti orari:

  • lun e mar dalle 14.00 alle 18.30;
  • mer-gio-ven dalle 10.00 alle 18.30.

Per accedere alla Biblioteca è necessario:

  • indossare la mascherina;
  • disinfettare le mani con il gel all’ingresso;
  • rispettare la distanza di sicurezza;
  • seguire le indicazioni del personale.

Per informazioni puoi contattarci tramite:
☎️ 0631057259
📱   3899112893
📧 biblioteca@associazionecittadinidelmondo.it

Ci vediamo in Biblioteca!

Lunedì 6 luglio riapre la Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo

Lunedì 6 luglio la Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo riapre al pubblico per i servizi di prestito e restituzione dei libri, nei consueti orari:

  • lun 14.00 – 18.30;
  • mar 14.00 – 18.30;
  • mer 10.00 – 18.30;
  • giov 10.00 – 18.30;
  • ven 10.00 – 18.30.

Gli utenti all’interno della Biblioteca devono rispettare le seguenti norme di comportamento:

  • indossare la mascherina;
  • disinfettare le mani con il gel all’ingresso;
  • rispettare la distanza di sicurezza;
  • seguire le indicazioni del personale.

Per maggiori informazioni si può telefonare al numero 0631057259 oppure inviare un’email a biblioteca@associazionecittadinidelmondo.it.

Ci vediamo in Biblioteca!

Alziamo gli occhi al cielo. Viaggio tra stelle e pianeti

Giovedì 4 giugno alle ore 17.00, in diretta sulla pagina Facebook della Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo, faremo un viaggio virtuale con la professoressa Lucia Corbo, che ci parlerà di stelle, costellazioni e pianeti da osservare nel cielo notturno e come riconoscerli.

Qui sotto potete seguire la diretta Facebook:

 

Il Partigiano Nero: storia di Giorgio Marincola

In occasione della festa della Liberazione, sabato 25 aprile, con una diretta sulla pagina Facebook della Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo, abbiamo raccontato la storia di Giorgio Marincola, il Partigiano Nero.
Hanno partecipato: Lorenzo Teodonio (autore del libro “Razza partigiana: Storia di Giorgio Marincola”) e Antar Marincola.

Giorgio Marincola nacque il 23 settembre 1923 a Mahaddei Uen, un presidio militare italiano a 50 chilometri da Mogadiscio da un sottufficiale italiano, Giuseppe Marincola (Pizzo Calabro, 1891-Roma 1956) ed Aschirò Hassan, una donna somala nata nel 1901 ad Harardere, cittadina a 400 km a nord-est di Mogadiscio. Due anni dopo, nel settembre 1925, nacque nella capitale somala la sorella Isabella. Giuseppe Marincola riconobbe i due bambini, dando così loro la cittadinanza italiana. Questo a differenza dei tanti figli nati in colonia dall’unione tra soldati italiani e donne africane. Nel 1926 Giuseppe Marincola portò i due bambini in Italia. Affidò Giorgio al fratello Carmelo ed a sua moglie, Eleonora Calcaterra, a Pizzo Calabro, e portò Isabella con sé a Roma, nel quartiere popolare di Casal Bertone, dove si era stabilito con la moglie Elvira Floris, sorella di un suo commilitone, sposata nel giungo del ’26. Giuseppe avrà nel ’28 e nel ’29 due figli da Elvira, Rita ed Ivan. Fino al 1933 Giorgio visse a Pizzo Calabro, in un ambiente molto diverso da quello strutturato della Roma capitale del Regno ed epicentro della retorica propagandistica fascista. Un contesto, quello pizzitano, di affetto, libertà ed accoglienza per Giorgio, stando alle memorie familiari. Si trasferì a Roma per iniziare a frequentare il ginnasio (ossia le scuole medie) presso il liceo-ginnasio Umberto I, nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore, non lontano dalla stazione Termini. Qualche anno più tardi, nel 1938, conobbe Pilo Albertelli (Parma, 1907-Roma, 1944), suo insegnante di storia e filosofia, filosofo idealista, antifascista noto alla polizia (era stato arrestato nel 1928 e di lì sottoposto a sorveglianza). Ad Albertelli è stato riconosciuto il ruolo di educatore al dissenso di molti antifascisti e partigiani romani che lo avevano incontrato. Fu esponente del movimento liberal-socialista di Calogero e Capitini, partigiano nelle file del Partito d’azione a Roma, dove morì nel 1944, ucciso nella strage delle Fosse Ardeatine. Albertelli educò Giorgio alla critica, al dubbio, al dissenso, alla giustizia sociale ed alla libertà. La maturazione dell’antifascismo in Giorgio appare essere stata un percorso culturale e formativo, da lui lasciato in pagine di appunti rimasti conservati nella casa di Casal Bertone. Nel 1943 Giorgio, studente di medicina, assieme ai suoi amici e compagni di classe Caio Cefaro e Corrado Giove entrò nelle formazioni armate del Partito d’azione, partecipando alla Resistenza romana. Tra il febbraio ed il maggio 1944 venne trasferito dal comando militare del partito nella provincia di Viterbo, aggregato, insieme ad alcuni compagni di partito, ad una banda partigiana formata da soldati sbandati. All’indomani della liberazione di Roma (4 giugno 1944) Giorgio prese la decisione di continuare la Resistenza, arruolandosi, attraverso esponenti del Pd’a, nelle file dell’intelligence militare britannica, lo Special Operations Executive. Dopo un breve corso di addestramento in Puglia, nell’agosto 1944 fu aviolanciato in Piemonte nella zona di Biella come membro di una missione alleata, la missione Bamon, con compiti di guerriglia, collegamento e addestramento. Nel gennaio 1945, dopo numerosi attacchi nel Biellese e missioni di collegamento con il Comitato di liberazione nazionale Alta Italia (Clnai), venne arrestato durante un rastrellamento, condotto al carcere di Biella e costretto a parlare ai microfoni di Radio Baita, una radio di disinformazione tedesca. Durante la trasmissione, invece di leggere il copione sottopostogli, riaffermò la sua convinzione nella libertà e fu conseguentemente pestato dai suoi carcerieri. Nel marzo venne deportato al Polizeilicher Durchganglager di Bolzano, uno dei diversi campi di concentramento nazisti nella penisola, dopo essere passato per le carceri di Torino e (probabilmente) Milano. Il lager venne liberato il 30 aprile 1945, quando le ostilità erano cessate in gran parte dell’Italia e Giorgio, invece che riparare in Svizzera (come per altro gli era ordinato dal comando della missione) preferì unirsi ad una banda partigiana della Val di Fiemme. Il 4 maggio del 1945 un’autocolonna di SS in ritirata, dopo uno scontro a fuoco attaccò i villaggi di Stramentizzo e Molina di Fiemme, dandoli alle fiamme ed uccidendo rispettivamente 21 e 6 persone. Tra i 21 di Stramentizzo i partigiani erano undici. Uno di loro era Giorgio Marincola.

La biografia di Giorgio Marincola è tratta dal sito di Razza Partigiana.

Diretta Facebook – Presentazione libro “Tutto questo mare tra di noi” di Beatrice Tauro

Giovedì 9 aprile alle ore 17.30 incontro in diretta sulla pagina Facebook della Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo con la scrittrice Beatrice Tauro, che ci presenterà il suo ultimo libro “Tutto questo mare tra di noi”, Edizioni Cinquemarzo.

Raffaella è una giovane insegnante romana la cui vita sembra scorrere tranquilla all’interno di una relazione sentimentale apparentemente consolidata, fino al mattino in cui Lorenzo le annuncia che andrà via di casa perché è innamorato di un’altra donna. Sull’onda emotiva dell’abbandono decide di dare un taglio netto alla sua vita, trasferirsi in Sicilia, la terra di origine della sua famiglia, e provare da lì a ricominciare da capo. L’arrivo sull’isola la porterà a ripercorrere sulle strade della memoria i momenti di gioia delle sue vacanze di bambina a casa dei nonni, ma anche la tragedia più grande della sua vita, la perdita improvvisa di entrambi i genitori, vittime di un incidente stradale. Ma il destino è in agguato dietro una duna sulla spiaggia deserta, in un tardo pomeriggio, quando Raffaella raccoglie una povera ragazza, vittima di un naufragio e approdata miracolosamente a riva, in evidente stato di gravidanza. Amina arriva da un piccolo villaggio rurale del sud dell’Egitto e scappa da una situazione familiare in cui il padre padrone avrebbe voluto gestirle l’esistenza, obbligandola a sposare un uomo molto più anziano di lei, come già aveva fatto per sua sorella Leyla.
Amina, in una serie di flashback, racconta la sua esistenza, le innumerevoli sofferenze cui viene sottoposta nel corso della sua giovane vita. Tutti soprusi ai quali non intende sottostare e che la porteranno a fuggire dal suo paese e intraprendere il viaggio verso l’Europa. Quel disperato viaggio della speranza che tanti uomini, donne e bambini accomuna sulle rotte del Mediterraneo.
L’intenso rapporto di amicizia che si instaura fra le due donne, diverse per cultura e provenienza, ma simili per sensibilità, forza e determinazione, diventa la metafora di una società accogliente, dove chi arriva trova un porto sicuro fatto di braccia e cuori aperti all’ascolto, alla condivisione, all’aiuto. Ma è altresì rappresentazione di una società dove purtroppo, troppo spesso, l’altro lato della medaglia mostra come l’accoglienza si scontri con una cieca burocrazia, che rimette tutto in discussione e depista percorsi di integrazione faticosamente conquistati.
Una storia dove il tema dell’immigrazione si intreccia con quello del volontariato, dove per una Amina che arriva c’è una Raffaella che se ne prende cura. Una trama di vissuti, sentimenti, emozioni che diventano il quadro di una resilienza di fronte alla vita, alle sue ombre e alle sue luci, alle speranze e alle più profonde delusioni.

L’AUTRICE:
Beatrice Tauro è nata e cresciuta in un borgo nel cuore dell’Abruzzo, a diciannove anni si trasferisce a Roma per frequentare l’università e qui si stabilisce per amore e lavoro. Appassionata di viaggi, lettura e scrittura, predilige la narrativa contemporanea e il confronto interculturale.
Particolarmente appassionata di letteratura femminile, anche di culture e paesi diversi e distanti. Da ottobre 2015 cura il blog “Con altre parole” sul sito di Arabpress dove racconta il mondo arabo e islamico attraverso le parole degli scrittori occidentali. Dal 2017 ha iniziato una collaborazione con la rivista online “Oubliette Magazine” dove pubblica recensioni di libri di autrici appartenenti all’area mediorientale e africana.
A novembre 2016 ha pubblicato il suo primo romanzo “Madri a rendere” (Edizioni Cinquemarzo).
Da alcuni anni svolge attività di volontariato presso il Centro Astalli di Roma dove insegna italiano alle donne rifugiate.

Modererà l’incontro Claudia Bonadonna – giornalista di Rai Cultura.

Storia dell’Arte in Biblioteca. Arte d’Oriente: Cina

Torna l’appuntamento con le lezioni di Storia dell’Arte alla Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo.
Giovedì 27 febbraio alle 18.30 la dott.ssa Elisabetta Destito ci parlerà dell’arte orientale e in modo particolare della Cina.

Letture dantesche. Predizioni e profezione nei canti VI-X-XV-XIX

Prosegue il nostro viaggio tra i magnifici versi di Dante e, volta dopo volta, rima dopo rima, ci avvicineremo sempre di più al cielo, fino a quando, con maggior consapevolezza, non torneremo a rimirar le stelle.
Venerdì 21 febbraio alle ore 19.30, alla Biblioteca Interculturale Cittadini del Mondo, la dott.ssa Sara Guttoriello ci racconterà delle predizioni e profezie nei canti VI, X, XV, XIX.